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AUTOTRAPIANTO DI CAPELLI: LA PAROLA ALLE IMMAGINI

L’abilità chirurgica e artistica del Dr. Vincenzo Gambino risulta evidente osservando la naturalezza dei risultati raggiunti dai suoi interventi di autotrapianto di capelli.
Gli stadi che la calvizie può assumere sono molteplici, ma la speranza per un ripristino chirurgico del cuoio capelluto non deve mai essere perduta:
le sofisticate procedure della moderna hair surgery consentono di trovare la soluzione migliore a (quasi) tutti i casi.

Patient-case presentato al Live Patient Viewing nel corso del 18° Congresso Internazionale ISHRS (International Society of Hair Restoration Surgery) tenutosi ad Amsterdam il 25.07.2007.

Lo stesso paziente ad un anno di distanza.


Lo stesso paziente 17 anni dopo l’intervento. Da notare l’immutata densità dei capelli trapiantati, ma soprattutto la naturalezza dell’intervento nel tempo.

Lo stesso paziente 17 anni dopo l’intervento. Da notare l’immutata densità dei capelli trapiantati, ma soprattutto la naturalezza dell’intervento nel tempo.


Il risultato di un singolo intervento a distanza di 1 anno. Si ringrazia Lele Mora per aver gentilmente concesso la pubblicazione di queste sue immagini.


Lo stesso paziente 17 anni dopo l’intervento. Da notare l’immutata densità dei capelli trapiantati, ma sopratutto la naturalezza dell’intervento nel tempo.


Esempio di approccio conservativo in paziente giovane. Nella foto di sinistra, il paziente ritratto a 18 anni, subito prima di sottoporsi all’autrotrapianto. Nella foto in centro, il paziente ritratto all’età di 32 anni, e nella foto di destra, il paziente oggi quarantenne: la naturalezza dei risultati è stata preservata tenendo conto, in fase preliminare, della proiezione futura della calvizie.


Ampia calvizie nella zona frontale. Il risultato di un solo intervento.

Naturalezza e densità a soli 7 mesi dall’intervento

Paziente con ciuffo centrale e perdita di capelli a ferro di cavallo. Il risultato di un solo intervento.

Paziente portatore di protesi, con calvizie estremamente estesa. La gioia di riavere i propri capelli.


Esempio di calvizie androgenetica maschile classificata al 6° grado della scala di Norwood. Nella foto a destra, il paziente ritratto a distanza di 3 anni. Dal confronto tra le due immagini si può evincere come l’autotrapianto dei capelli possa avere, tra i vari vantaggi, anche quello di un collaterale “ringiovanimento” del volto.

Immagine dello stesso paziente, ritratto di nuca, sempre a distanza di 3 anni. Il rinfoltimento finale è stato reso possibile grazie a tre interventi (il secondo e il terzo praticati rispettivamente a 6 e a 12 mesi dal primo).


Paziente ritratto prima di essere sottoposto a un singolo autotrapianto di capelli, praticato dal Dott. Vincenzo Gambino nel corso del IX Congresso di Chirurgia della Calvizie organizzato dalla Società Italiana di Cura e Chirurgia della Calvizie (IHRS), tenutosi a Torino nel giugno 2004. Titolo del workshop chirurgico: “Tecnica di rinfoltimento della regione occipitale” Nella foto di destra, il paziente ritratto a distanza di 18 mesi.


Ampia chierica. Siti di ricezione che mostrano la naturale angolo di crescita dei capelli. Dopo 10 giorni e il risultato dopo 1 anno.

Esempio di calvizie androgenetica maschile in paziente giovane. L’approccio scelto dal chirurgo (vedi foto a destra) è di tipo conservativo, nel senso che prevede l’evoluzione della regressione nella peggiore delle ipotesi possibili.


Esempio di calvizie androgenetica appartenente al 3° stadio della scala di Norwood. È sempre consigliabile un approccio conservativo, da adattare alla forma del viso, all’età, all’estensione della calvizie e alla densità dell’area donatrice. Nella foto a destra, il risultato dopo 12 mesi dall’unico intervento.


Esempio di calvizie androgenetica maschile in paziente giovane. Nella foto a destra, il paziente a distanza di 6 mesi dall’autotrapianto, eseguito con un approccio conservativo.


Esempio di calvizie androgenetica maschile in paziente giovane. Nella foto a destra, il paziente a distanza di 6 mesi dall’autotrapianto, eseguito con un approccio conservativo.


Esempio di calvizie androgenetica maschile in paziente giovane. L’approccio scelto dal chirurgo (vedi foto a destra) è di tipo conservativo, nel senso che prevede l’evoluzione della regressione nella peggiore delle ipotesi possibili.


Diagnosi di calvizie androgenetica maschile classificabile nello stadio VA della scala di Norwood. Nella foto a destra, il paziente ritratto a 24 mesi dall’unico intervento di autotrapianto di capelli.


Rinfoltimento della chierica e ricreazione naturale del vortice attraverso un singolo autotrapianto, praticato su tutta l’area di capelli già radi. La foto di destra è stata scattata a 6 mesi dall’intervento.


Esempio di ridefinizione della linea frontale, la scarsa densità e l’errata direzione di crescita dei capelli sono state corrette con un approccio conservativo adeguato alla forma del viso,all’età,all’estensione della calvizie e alla densità dell’area donatrice del paziente.Grazie a questi accorgimenti si è potuta raggiungere una naturalezza d’insieme di gran lunga preferibile alle perfette simmetrie che sortivano esiti visibilmente artificiali, la foto post operatoria è stata scattata 12 mesi dal singolo intervento.


Paziente con notevole arretramento della linea di attaccatura anteriore, sulla quale permangono strisce di capelli superstiti (stadio IVA della scala di Norwood). A destra, il risultato a distanza di 12 mesi dall’unico intervento. Il paziente ha voluto fermamente conservare un’attaccatura frontale alta, caratteristica della sua famiglia.


Estesa calvizie frontale in paziente di 40 anni. A destra, il risultato di un singolo intervento, fotografato a distanza di 18 mesi.


Esempio di paziente con marcata stempiatura e ampia chierica. A destra, il risultato a distanza di 12 mesi dal singolo intervento.


Paziente con profonde e simmetriche recessioni fronto-temporali (stadio 3 della scala di Norwood). Nella foto a destra, il paziente ritratto a distanza di 12 mesi dall’intervento.


Paziente con marcata stempiatura e chierica, Nella foto di destra, il risultato a distanza di 6 mesi dal singolo intervento.


Esito cicatriziale post autotrapianto. Come si può osservare dalle foto, la cicatrice risulta appena visibile e tuttavia facilmente copribile anche con capelli lunghi pochi millimetri.


Esempio di sutura “tricofitica”: doppia sutura praticata con punti 4.0-5.0 nylon, quasi invisibili. Tale accorgimento, adottato dal Dr. Gambino nel 2008, consente ai capelli di ricrescere all’interno del sottile esito cicatriziale, migliorando ulteriormente la qualità dei risultati.


Esito cicatriziale in zona occipitale alta, conseguente a incidente automobilistico. In questo caso un unico autotrapianto di capelli ha consentito la totale copertura della cicatrice. Da rilevare anche la naturale direzione di crescita dei capelli.


Paziente di anni 44 riportante in regione temporo-parietale un’area alopecica di 10,5×8,5 cm a seguito di un’ustione (rovesciamento di una pentola di acqua bollente) avvenuta all’età di due anni. Nella foto a destra, il risultato dopo due interventi di autotrapianto, eseguiti a distanza di 6 mesi uno dall’altro. La foto è stata scattata a 2,5 anni dal primo intervento.


Esempio di labiopalatoschisi bilaterale. Il microtrapianto di unità follicolari ha permesso in una singola seduta di ricreare i baffi seguendo uno schema che garantisse un aspetto naturale.


Paziente con danno permanente da radioterapia. Nella foto a destra, il risultato a 6 mesi di distanza da un unico intervento. Da notare come la ricreazione del punto temporale e della basetta donino all’insieme un aspetto armonioso e naturale.


Perdita di capelli a causa di radio terapia, il risultato di un solo intervento

A 18 anni, a causa di un incidente automobilistico, è stata sottoposta a intervento di craniotomia. Sfortunatamente, necrosi e prelievo cutaneo dalla coscia. Area di prelievo ristretta ed è stata sottoposta a 2 due interventi.

Recessione temporale. Il risultato di un solo intervento.

Esempio di diradamento frontale femminile risolto con un solo intervento di autotrapianto. A destra, la paziente a 12 mesi di distanza.


Esempio di alopecia androgenetica femminile. A destra, il risultato del rinfoltimento a 6 mesi di distanza, dopo un solo intervento chirurgico.


Esempio di diradamento frontale femminile risolto con un solo intervento. A destra, la paziente a 12 mesi dall’intervento.


Esempio di calvizie androgenetica in soggetto femminile. A destra, la paziente a 12 mesi dall’intervento.


Esempio di innalzamento della linea frontale, con recessione temporale, in soggetto femminile. L’intervento (a destra, la paziente fotografata a 12 mesi di distanza) ha consentito il ripristino della front line originaria, conferendole un risultato naturale. Si noti la direzione di crescita dei capelli trapiantati, perfettamente adeguata alla specifica zona.


Esempio di diradamento frontale superiore in soggetto femminile. Nella foto a destra, la paziente a distanza di 12 mesi dall’unico intervento.


Valentina Petrillo, atleta paralimpica, prima atleta transgender nella storia a partecipare a competizioni internazionali per la nazionale italiana. Da notare la naturalezza delle linee frontali e temporali femminili. Ha riacquistato la sua femminilità e gioia di vivere.

Auto trapianto nella zona pubica

Esempio di autotrapianto monobulbare in regione pubica, Il risultato, ottenuto a distanza di 6 mesi con un singolo intervento, rispetta le aspettative di origine della paziente e le caratteristiche anatomiche della zona.


Altro esempio di alopecia pubica risolto con un unico autotrapianto di unità follicolari.


Caso di alopecia pubica totale, rilevato in una giovane paziente. Nella foto di destra, il rinfoltimento del pube a 6 mesi di distanza, con un singolo intervento.


Primo intervento di autotrapianto monobulbare in regione pubica eseguito in Italia nel 1997 dal Dr. Gambino, su una paziente di 42 anni.
Nella foto a destra, il rinfoltimento del pube a 6 mesi di distanza, con un singolo intervento.