Tecniche di Autotrapianto di Capelli

L’autotrapianto chirurgico di capelli viene eseguito secondo procedure personalizzate, sia nei casi di calvizie che di semplice diradamento.

Le innovative tecniche utilizzate e rielaborate dal Dr. Vincenzo Gambino consentono di poter eseguire trapianti tenendo conto della corretta inclinazione e direzione di crescita dei “nuovi” capelli, culminando in un rinfoltimento dall’aspetto naturale e non rivelatore dell’intervento chirurgico.
La moderna chirurgia assicura risultati certi, rapidi e duraturi nel tempo. Gli interventi vengono realizzati in anestesia locale, con il paziente completamente sveglio e reattivo, comodamente seduto sulla poltrona (simile a quella del dentista) a leggere, a guardare un dvd o a chiacchierare con lo staff chirurgico. La ridotta invasivitа degli interventi favorisce un decorso post operatorioveloce e privo di complicanze. I prelievi lasciano esiti cicatriziali estremamente sottili e impercettibili, guaribili in pochi giorni   e facilmente celati da capelli lunghi anche pochi millimetri.Il rispetto dell’integritа follicolare, durante la delicata fase di prelievo e preparazione, porta alla sopravvivenza della quasi totalitа dei bulbi dai quali, nell’arco di soli pochi mesi, spunteranno capelli forti e destinati a rimanere saldamente in testa.

Autotrapianto di capelli con procedura di prelievo F.U.T.

F.U.T. – Follicular Unit Transplantation (Trapianto di  Unità Follicolari) è una tecnica di autotrapianto monobulbare, denominata anche STRIP, che si avvale del prelievo, in zona occipitale, di una striscia di cuoio capelluto.

L’area donatrice elettiva è la parte inferiore della nuca poiché qui i capelli sono generalmente più folti e programmati a non diradarsi.

Eseguito il prelievo viene effettuata una doppia suturata, (intradermica) che avvicina i margini e punti esterni (sutura tricofitica) sottili  facilmente copribili dai capelli del paziente che alla fine lascerà una linea impercettibile. La strisciolina prelevata viene adagiata in una soluzione speciale (Hypo Thermosol+A.T.P. – adinosintrifosfato -) che ne migliora la sopravvivenza e l’attecchimento.

La strisciolina quindi, viene dissezionata, slivering, sotto microscopio stereoscopico in tante sottili striscioline da cui vengono estrapolate le singole unità follicolari (U.F.) contenenti da uno a quattro capelli cosi come si trovano naturalmente raggruppati mantenendo integra la loro struttura anatomica.

Autotrapianto di capelli con procedura di prelievo F.U.E.

F.U.E. – Follicular Unit Extraction è una procedura microchirurgica, che consente il prelievo di singole unità follicolari direttamente dal cuoio capelluto.

Le unità follicolari, contenenti da 1 a 4 bulbi, vengono espiantate con un apposito strumento (micro punch) dalla parte posteriore della nuca ed eventualmente dalle regioni laterali del capo. Tali microprelievi lasciano sulla cute dei minuscoli fori che si rimargineranno, senza necessità di sutura, entro pochi giorni.

Personalizzazione delle tecniche

Non esiste una tecnica di prelievo delle unità follicolari migliore dell’altra in assoluto: esiste un soggetto con una situazione di calvizie o di diradamento che necessita l’approccio chirurgico più adeguato al suo specifico caso, così da conseguire il miglior autotrapianto possibile. La scelta tra F.U.T. (STRIP) o F.U.E. è pertanto discrezionale e viene valutata tra chirurgo e paziente in quello che rappresenta il primo, indispensabile, step pre-operatorio: la visita preliminare.
Il primo incontro tra chirurgo e paziente riveste un’importanza rilevante non solo ai fini di una corretta anamnesi medica, ma anche per una corretta diagnosi della calvizie attuale e della sua proiezione futura.

In questa sede viene stilato un piano di intervento mirato, valutando parametri non trascurabili, come la qualità della struttura dei capelli (lisci, ricci), il contrasto tra il colore dei capelli e della cute, la densità (ovvero il numero di follicoli per cm2 presenti nell’area donatrice), l’estensione dell’area alopecica e dell’area donatrice, l’eventuale presenza di precedenti trapianti e cicatrici.

Tutti questi rilievi vengono condotti anche grazie all’ausilio di apparecchiature elaborate, come la macrofotografia (che consente la realizzazione di un fototricogramma in grado di misurare la densità, la crescita e il calibro dei capelli) o il densitometro (che misura la densità per centimetro quadrato dell’unità follicolare, parametro utile per stabilire la quantità di tessuto donatore necessario per ricavare uno specifico numero di innesti).
La visita preliminare offre inoltre uno spazio importante per portare alla luce quelle che sono le motivazioni, anche le più intime, che spingono il paziente all’autotrapianto, e per chiarire se le sue aspettative siano realistiche e, nella pratica, realizzabili.

Ai pazienti più giovani, le cui aspettative sono in genere più elevate, il Dott. Gambino illustra l’evoluzione cui la capigliatura potrà avere nel corso della vita futura: eventualità da tenere in considerazione proprio in questa fase di programmazione dell’autotrapianto. Ovviamente il rinfoltimento chirurgico verrà perseguito nell’ottica di risolvere al meglio il problema del paziente, fornendo le massime garanzie di successo per quanto riguarda i risultati finali. La ridistribuzione dei follicoli terrà inoltre conto di un altro importante traguardo, la naturalità estetica, indispensabile per un apprezzamento d’insieme e per non rendere palesemente visibile agli occhi altrui il ricorso all’autotrapianto chirurgico. La privacy è assicurata anche in questo senso.

Creazione dei siti di ricezione e trapianto

Una volta preparate le unità follicolari, indipendentemente dalla tecnica di prelievo utilizzata, si procede alla fase di trapianto. La creazione dei siti di ricezione può avvalersi di una varietà di strumenti. Il dott. Gambino ha messo a punto una particolare procedura per creare incisioni (leggermente più piccole del graft preparato) atte a causare il minor trauma e, nel contempo, da consentire una maggiore vicinanza degli innesti, ottenendo di conseguenza una superiore densità.

Ogni incisione viene inoltre praticata rispettando il naturale angolo di crescita del capello, proprio di quella determinata zona. Creati i siti di ricezione, si procede infine con l’inserimento dei bulbi per mezzo di pinzette anatomiche: un lavoro minuzioso, che richiede esperienza e grande abilità manuale e che si gioca con delicati movimenti del polso e la capacità di non perdere mai di vista il lavoro estetico – e, possiamo definirlo, anche artistico – dell’autotrapianto dei capelli.

Cosa succede dopo l’autotrapianto?

Terminato l’intervento il paziente può tornare a casa senza bendaggi o cerotti (in caso di tecnica F.U.T.) con un bendaggio di 24 ore nella zona di prelievo (in caso di tecnica F.U.E). Il decorso post operatorio prevede semplici accorgimenti, indicati in un foglio che verrà consegnato al momento di lasciare la struttura. Per qualsiasi evenienza, si potrà contattare telefonicamente il Dott. Gambino, che con i pazienti mantiene sempre un contatto diretto anche nella fase post chirurgica.
Già entro 8-10 giorni dall’autotrapianto sarà possibile osservare l’attecchimento dei bulbi trapiantati mentre si dovrà aspettare 2-3 mesi per veder spuntare i capelli definitivi. A distanza di 6 mesi dall’intervento si potrà ammirare la folta chioma che ha preso il posto delle aree glabre e che continuerà a rinvigorirsi entro 1 anno dal trattamento chirurgico.

Autotrapianto nella regione pubica

L’alopecia pubica costituisce un problema doppiamente nascosto. Celato in primo luogo alla vista, poiché circoscritto in una zona intima del corpo, non esposta – come la testa – allo sguardo pubblico. “Nascosto” in secondo luogo all’eziologia poiché le cause del diradamento dei peli in sede pubica, sebbene il fenomeno si accompagni di frequente ad alterazioni ormonali, non sono ancora del tutto chiare.

Questo tipo di alopecia interessa prevalentemente le donne con un range di età molto esteso (dai 30-35 ai 60-65 anni), anche se i picchi più elevati si riscontrano con l’approssimarsi della menopausa. Il diradamento dei peli pubici può causare, in chi ne è interessata, una sensazione di imbarazzo e percezione di sé come meno femminile e attraente, e questo non solo nelle relazioni intime, ma anche in tutte quelle situazioni – come una visita ginecologica o la frequentazione di una palestra – in cui si è costretti a esporre le proprie parti intime.

Il Dr. Gambino è stato pioniere in Italia dell’autotrapianto in sede pubica. Egli utilizza le stesse innovative tecniche di espianto e impianto impiegate nell’autotrapianto dei capelli. L’area di prelievo viene individuata nella parte inferiore della nuca, dove i capelli sono più sottili e simili alle caratteristiche qualitative dei peli pubici. I singoli follicoli vengono trapiantati entro incisioni tangenziali, con l’accorgimento di creare un risultato perfettamente naturale. I peli trapiantati iniziano a crescere in 6-15 settimane.